UNA LUNA CHE CADE TRA ROVI (Jack Anima)
Questa donna ha le chiappe cadenti,
come la civiltà in cui moriamo,
questa donna è una giovane indecente,
meretrice di campagna, decadente.
La luna cade tra rovi e fa un rumore strano,
di sconfitta. Lo senti?
Lasciami vedere se oltre l'Universo c'è qualcosa,
qualcosa di strano, d'illuminante.
Non dirmi "Fermati!"
non dirmi "Aspetta!"
non dirmi nulla che non sia "Buon viaggio".
Un folle grida: "Salvezza ommioddio, salvezza!"
prima di salire nel Regno dei Cieli.
Verrà, un giorno, il Giudizio.
Verrà.
Scendi da quella dannata macchina!
Spegni il motore!
(il Progresso t'inquina)
Gli uccelli cinguettano in una vita che non è la tua,
in una dimensione irreale e distante che non è tua.
Signore, io prego per Me,
correndo per le distese sconfinate
che portano tra i freddi ghiacciai
o nelle bocche sensuali di un vulcano.
Madre mia, aiutami, non mi lasciare solo,
ti vedo volteggiare come una ballerina,
sul bordo del precipizio,
vicino al punto del non ritorno.
Mentre petali di rosa, salutano lo stelo e
portati dal vento, scompaiono all'orizzonte,
retti dal destino infelice,
di una luna che cade tra rovi.
FONTE: Jack Anima MySpace Blog
LINK ORIGINALE: http://blog.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.ListAll&friendID=204095623
Immagine di Jeffrey Micheal Harp
Sezione:Jack Anima :: Parole Chiave: vulcano, giudizio, campagna, poesia, ballerina, viaggio, dio, signore, luna, donna, rovi, precipizio, universo, decadente, progresso, meretrice, inquinamento, regno dei cieli, sconfitta, jack anima
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carolina lio
il 02/01/2008 14:24
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UN POMERIGGIO (RAYMOND CARVER)
Mentre scrive, senza guardare il mare,
sente la punta della penna che comincia a vibrare.
La marea si ritira sulla ghiaia.
Ma non è per quello. No,
è perchè lei sceglie proprio quel momento
per entrare nella stanza senza nulla indosso.
Insonnolita, neanche tanto sicura di dove si trova
per un momento. Si scosta i capelli dalla fronte.
Si siede sulla tazza con gli occhi chiusi,
il capo chino. Le gambe allargate. Lui la vede
dalla porta. Forse
sta ricordando cosa è successo la mattina.
Perchè dopo un pò apre un occhio e lo guarda.
E sorride dolcemente.
FONTE: R. Carver, Blu oltremare, Minimum Fax, 2003
COMPRA ONLINE IL LIBRO: http://www.internetbookshop.it/code/9788887765915/carver-raymond/blu-oltremare-testo.html
Sezione:Raymond Carver :: Parole Chiave: pomeriggio, capelli, scrivere, mattina, penna, poesia, ghiaia, marea, occhi chiusi, raymond carver
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carolina lio
il 25/12/2007 22:55
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MA ANCHE QUESTI SONO ESSERI UMANI (Gottfried Benn)
Ma anche questi sono esseri umani, si pensa,
quando il cameriere accorre a un tavolo,
un tavolo che non si vede,
cliente fisso o qualcosa del genere, in un angolo,
anche questi hanno sentimenti delicati e cercano il piacere,
sicuramente con emozioni e con sofferenza.
Così solo non sei
nei tuoi disordini, inquietudini e tremori,
anche lì ci saranno dubbi, esitazioni, insicurezza,
magari nel concludere un affare,
il comune umano,
sotto forma di contrattazione,
è anche lì.
Infinito è il tormento dei cuori
e comune,
ma se abbiano mai amato
(fuori di un letto)
ardendo, consumati, con una sete da deserto
di un succo di pesca, per il palato
da una bocca lontana,
sprofondando, annegando
nell'inconciliabilità delle anime -
non si può sapere e nemmeno
si può chiederlo al cameriere
che al registro di cassa batte
la nuova birra
pronto ad afferrare lo scontrino,
per spegnere una sete d'altra specie,
ma non meno profonda.
FONTE: Poesia del Novecento in Italia e in Europa, II volume, a cura di Edoardo Esposito, Feltrinelli
COMPRA ONLINE IL LIBRO: http://www.internetbookshop.it/code/9788807816222//poesia-del-novecento.html
Figlio di un pastore protestante, Gottfried Benn, abbandonò presto lo studio della teologia per dedicarsi alla medicina presso l’accademia militare di Berlino dove si laureò nel 1910. Proseguì la sua professione di medico come sifilopatologo prestando servizio nell’esercito e dopo gli anni della guerra esercitando la professione privata. L’attività di poeta lo vide tra i protagonisti del movimento espressionista letterario tedesco in cui apportò un fondamentale contributo fondativo. Condusse la propria attività di prosatore e poeta con spirito indipendente e anticonformista anche durante gli anni della sua breve adesione al nazismo, procurandosi il rifiuto dei contemporanei e l’isolamento fin quasi gli anni della sua morte. (Wikipedia)
Immagine di Carli Hermes
Sezione:Gottfried Benn :: Parole Chiave:
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carolina lio
il 24/12/2007 22:39
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ALLE MADRI (CANDELARIA ROMERO)
le madri di plaza de mayo hanno smesso di marciare
il nemico non è più al potere
si volta pagina
possiamo allontanarci dai cannoni
scambiare altri sguardi senza polvere da sparo negli occhi
ma chi si ricorda come era prima?
Come ci si stringe senza lo scoppio?
Come ci si bacia senza sirene?
Dove si va senza dover correre al riparo?
Come ti amerò ora che non muoio?
FONTE: EL-GHIBLI anno 4 n.18 - dicembre 2007
LINK ORIGINALE: http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_04_18-section_1-index_pos_2.html
Candelaria Romero è nata nel 1973 in Argentina. Nel 1976 la famiglia è stata costretta a fuggire dal paese a causa della locale dittatura e nel 1979 ha ricevuto asilo politico in Svezia. Dal 1992 risiede e lavora a Bergamo, dove svolge attività teatrale e di scrittura. Collabora con Amnesty International Italia portando in giro per l'Italia lo spettacolo Hijos, sulla problematica dei rifugiati, e Bambole, sulla violenza sulle donne, opere teatrali scritte, dirette e interpretate lei.
SITI SU CANDELARIA ROMERO:
Lo spettacolo Hijos: http://www.operaidelcuore.it/romero/romero.htm
Immagine di Daniele Cascone
Sezione:Candelaria Romero :: Parole Chiave: baciare, stringere, cannoni, povere da sparo, plaza de mayo, candelara romero, amare, poesia, potere
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il 20/12/2007 21:48
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OSTIE PER CENA (Carolina Lio)
C'è bisogno di redensione dai nostri conflitti.
Purtroppo su nessun calendario è segnato il giorno
in cui un angelo sterminatore sezionerà i nostri dubbi.
Con quale fantastica religione andremo a letto stasera
per dimenticare di non essere certi di avere speranze?
Non sappiamo dove guardare. Da che parte sorge il sole.
Non sappiamo dove cadere. Da che parte il buio è meno lacerante.
Senza avere fame, ingoieremo tante sconfitte.
FONTE: Carolina Lio - Blog personale di poesia - Ottobre 2007
LINK ORIGINALE: http://www.bloggers.it/carolinalio/index.cfm?blogaction=archive&file=blog_10_2007.xml
Immagine di Mark Hodgson
Sezione:Carolina Lio :: Parole Chiave: carolina lio, redenzione, adare a letto, angelo sterminatore, conflitti, religione, buio, sconfitte, speranze
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il 25/11/2007 14:04
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SENZA TITOLO (Marina Cvetaeva)
Distanze: verze, miglia...
Ci hanno divisi, dispersi, costretti
a vivere dimessi, muti, buoni,
ai confini opposti della terra.
Distacco: strada, versta...
Mani scollegate e disgiunte
hanno mandato al supplizio dei chiodi
ignari che il disastro è lega
d'estri e tendini. Di ossa. Volevano:
dissidio - hanno il disagio
di chi ha perso dimora.
Muro e fosso.
Ci hanno divisi come aquile con-
giurate: miglia, strade, verste...
E non disperazione, ma - sconcerto,
per asili e tuguri terrestri -
come orfani, smarriti.
E quale, quale marzo è oggi?
Ci hanno smazzato. Come carte.
FONTE: M.Cvetaeva, Dopo la Russia e altri versi, Mondadori, 1988.
Nata a Mosca, fu una delle voci più originali della poesia russa del XX secolo e l'esponente più di spicco del locale movimento simbolista; il suo lavoro non fu ben visto dal regime staliniano, anche per via di opere scritte negli anni '20 che glorificavano la lotta anticomunista dell'"armata bianca", in cui il marito Sergej Jakovlevič Efron militava come ufficiale; la riabilitazione della sua opera letteraria avvenne solo a partire dagli anni '60, vent'anni dopo la sua morte per suicidio.
LINK SU MARINA CVETAEVA:
Scheda di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Marina_Ivanovna_Cvetaeva
Biografia su Leonardo.it: http://biografie.leonardo.it/biografia.htm?BioID=300&biografia=Marina+Cvetaeva
Libri acquistabili su IBS: http://www.internetbookshop.it/libri/Cvetaeva+Marina/libri.html
Immagine di Elena Dorfman
Sezione:Marina Cvetaeva :: Parole Chiave: poesia, strade, cvetaeva, muro, orfani, miglia, poesia russa, smarrimento, carte, divisi, marzo
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carolina lio
il 23/11/2007 22:33
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FINESTRE ALTE (Philip Larkin)
Quando li vedo in coppia adolescenti,
lui che la scopa e lei che prende
la pillola o si mette il diaframma,
il cielo è quello, dico, io lo so.
Ciascuno da vecchio ha sognato la vita -
i legami e i gesti accantonati
come una mietitrebbia del tempo che fu
e giovane ciascuno venir giù di corsa
per la china della felicità, all'infinito.
Forse qualcuno, quarant'anni or sono,
ha pensato, guardandomi, Ecco la vita;
far a meno di Dio, non agghiacciare
all'idea dell'inferno in fondo al buio, nascondere
del prete quel che pensi. Lui e compagni
scivoleranno ad ali spiegate per la china
della felicità liberi, ebbri. E come niente,
piuttosto che parole viene un pensiero di finestre alte:
il vetro che carpisce il sole, e oltre,
un blu che sprofonda, un'aria che non mostra
nulla, che non è di alcun luogo, e non ha fine.
FONTE: P. Larkin, Finestre alte, Einaudi, 2002
COMPRARE ONLINE IL LIBRO: http://bol.sapere.alice.it/libri/scheda/ea978880614979.html;jsessionid=6667803BBBC8DE2E7AFCBAE6B2D0B5E1
Fin da giovanissimo coltiva la sua passione per la scrittura, scrivendo da quando aveva 21 anni vari romanzi e racconti giovanili con lo pseudonimo di Brunette Coleman, pubblicati però solo postumi. Dopo aver studiato ad Oxford letteratura inglese, si guadagnò da vivere come bibliotecario, prima alla biblioteca pubblica di Wellington nello Shropshire, poi all'University College di Leicester e, infine, alla University of Hull, dove rimase fino alla morte. Contemporaneamente tenne una rubrica di critica jazz per il «Daily Telegraph». E' stato dichiarato uno dei più importanti poeti del '900 e nel 2003 fu scelto dalla Poetry Book Society come il più amato poeta nazionale. Tra le sue raccolte: I meno delusi(The less deceived, 1955), I matrimoni di Pentecoste (The Whitsun wedding, 1964), Alte finestre (High windows, 1974).
Immagine di Carol Roque
Sezione:Philip Larkin :: Parole Chiave: cielo, philip larkin, sprofondare, coppie, infinito, inferno, diaframma, pillola, felicita
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carolina lio
il 20/11/2007 16:10
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POESIA DEL GUANCIALE (HANS MAGNUS ENZENSBERGER)
Perchè fino alla punta delle dita
sei presente, perchè hai desideri,
per come pieghi i ginocchi
e mi mostri le chiome,
per il tuo tepore
e la tua oscurità;
per le tue frasi dipendenti,
i gomiti non prepotenti
e l'anima materiale
che nella fossetta
sopra la clavicola balugina;
perchè sei andata
e venuta, e per tutto
ciò che di te non so
queste mie esili sillabe
son troppo poco - o troppo.
FONTE: H.M. Enzensberger, La musica del futuro, Einaudi, 1997
COMPRA IL LIBRO ONLINE: http://www.internetbookshop.it/code/9788806127985/enzensberger-hans-m/musica-del-futuro.html
Enzensberger ha condotto studi di letteratura e filosofia presso le università di Erlangen, Friburgo e Amburgo, e alla Sorbona di Parigi, ricevendo un dottorato nel 1955 per una tesi sulla poesia di Clemens Brentano. Fino al 1957 ha lavorato come scrittore radiofonico a Stoccarda. Ha partecipato a diverse riunioni del Gruppo 47. Nel decennio 1965-1975 ha pubblicato la rivista "Kursbuch". Dal 1985 pubblica a Francoforte la prestigiosa collana di libri Die andere Bibliothek, che attualmente conta circa 250 titoli. Enzensberger è inoltre fondatore del mensile TransAtlantik. I suoi libri sono stati tradotti in più di 40 lingue diverse. (Wikipedia)
LINK SU HANS MAGNUS ENZENSBERGER:
Voce di Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Magnus_Enzensberger
Intervista su Polymath: http://www2.polito.it/didattica/polymath/htmlS/Interventi/Articoli/EnzensbergerOdifreddi/EnzensbergerOdifreddi.htm
Sezione:Hans Magnus Enzensberger :: Parole Chiave: clavicola, tepore, sillabe, gomiti, oscurita, ginochia, punta delle dita, hans magnus enzensberger, desiderio
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carolina lio
il 18/11/2007 12:06
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PARIS AT NIGHT (JACQUES PREVERT)
Tre fiammiferi accesi uno per uno nella notte
il primo per vederti tutto il viso
il secondo per vederti gli occhi
l'ultimo per vedere la tua bocca
e tutto il buio per ricordarmi queste cose
mentre ti stringo fra le braccia.
FONTE: J. Prevert, Parole, Guanda, 1998.
COMPRA ONLINE IL LIBRO: http://www.internetbookshop.it/code/9788877464224/preacutevert-jacques/parole-testo-francese.html
Sezione:Jacques Prevert :: Parole Chiave: jacques prevert, parigi, poesia, notte, fiammiferi
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carolina lio
il 16/11/2007 01:21
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PUBLICITY (Jaroslav Mogutin)
Mi fotografava quando dormivo
mi fotografava quando ero ubriaco
mi fotografava quando ero nudo
mi fotografava davanti
e dietro
mentre ridevo
sbadigliavo
pulivo il naso
mi soffiavo il naso
mangiavo e bevevo
Ma sai che cos’è
la vita nel mirino di una macchina fotografica?
quando ormai inizi a credere che ti
fotografino da dentro
dai bui meandri puzzolenti del tuo organismo
è la fine è la schizofrenia
è publicity
È un comandante perché da comandi:
SOLLEVA LA MAGLIETTA E MOSTRA IL TATUAGGIO
il movimento è studiato sino all’automatismo
presto mi trasformerò in evtušenko
oh dove sono i miei paltò rossi e le giacche
di coccodrillo?!
Ho i muscoli del volto contratti per i sorrisi logori
la pelle reagisce con dolore ai lampo delle foto
quasi come per una scottatura solare
bisogna risparmiare le forze per i gesti da protocollo
non si può sprecare il carisma invano
A un certo momento ormai maledici mentalmente
la tua “straordinarietà”
lui ti dice:
OH MOLTO BENE CON GLI OCCHI
ORA FALLO DI NUOVO
PIU’ LENTAMENTE E VERSO LA MACCHINA
Lui è preposto a sorvegliarti
fa il suo dovere
non puoi picchiarlo o mandarlo a fare in culo
perché sono queste le regole del gioco a cui
ti dedichi con tale fervore
ho fottuto in bocca tale publicity
FONTE: Pagina Zero
LINK ORIGINALE: http://rivistapaginazero.wordpress.com/2007/03/22/jaroslav-mogutin-poeta-gay-russo/#comment-349
Jaroslav Mogutin è nato a Kemerovo (Siberia meridionale) nel 1974. È giornalista e poeta. È stato il primo gay dichiarato nel giornalismo russo. Ha cominciato a pubblicare a sedici anni. I suoi numerosi testi (articoli, saggi, interviste, reportage) sono apparsi in Russia su giornali e riviste e ha lavorato come redattore nella casa editrice moscovita Glagol. Per le sue pubblicazioni “scandalose” è stato ben presto obiettivo di persecuzioni politiche e giudiziarie. Ha posato per i principali fotografi e artisti occidentali, come Rainer Fetting, Terry Richardson, Arthur Tress, Attila Richard Lukacs, Jean Marc Prouveur. Nel 1988 ha recitato nel film “Skin Flick” del regista canadese Bruce LaBruce. Nel 2000 gli è stato conferito il prestigioso premio Andrej Belyj per la poesia.
SITI SU JAROSLAV MOGUTIN:
Biografia completa: http://www.culturagay.it/cg/biografia.php?id=82
Immagine di Eolo Perfido
Sezione:Jaroslav Mogutin :: Parole Chiave: gay, skin flick, fotografia, jean marc prouveur, attila richard lukacs, arthur tress, terry richardson, rainer fetting, poesia russa, eolo perfido, glagol, jaroslav mogutin, premio andrej belyj, omosessualita, bruce labruce
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il 14/11/2007 19:05
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BANALE RAGIONAMENTO SUL TEMA DELLA LIBERTA' (Dmitrij Prigov)
Hai appena lavato i piatti
Ne vedi già dei nuovi
Ma quale libertà
Qui vivendo sino alla vecchiaia,
In verità, puoi anche non lavare
Ma ecco arrivano varie persone
Dicono: ci sono i piatti sporchi –
Ma dov’è qui la libertà
FONTE: Pagina Zero
LINK ORIGINALE: http://rivistapaginazero.wordpress.com/2007/07/16/scomparso-uno-dei-maggiori-poeti-russi-contemporanei-dmitrij-prigov/
Dmitrij Prigov è nato il 5 novembre 1940. Nel 1966 si è diplomato come scultore presso l’Istituto d’arte Stroganov (Mosca). Nel 1986 è stato rinchiuso in un ospedale psichiatrico, da cui è uscito grazie alle proteste levatesi in Urss e all’estero. Ha partecipato a varie mostre in Russia e all’estero. È stato uno dei protagonisti della letteratura non ufficiale degli anni Settanta e Ottanta. Con L. Rubinštejn, Vs. Nekrasov, I. Kabakov è uno dei fondatori e ideologi del concettualismo russo. Dalla metà degli anni Settanta ha pubblicato nelle riviste dell’emigrazione russa (“A–Ja”,“Kovčeg”, “Echo”) e nelle edizioni samizdat (“Katalog”, “Epsilon–salon”, “Mitin ?urnal”). Dagli anni Novanta suoi versi sono usciti su riviste russe, quali “Znamja”, “Volga”, “Nlo”, “Arion”. Nel 1993 ha vinto il Premio Puskin della Fondazione Toepfer. Sue opere sono apparse in traduzione italiana nell’antologia “La nuova poesia russa” (Milano 2003) e nella rivista “Poesia” (giugno 2006).
SITI SU DIMITRIJ PRIGOV:
Intervista su eSamizdat: http://www.esamizdat.it/dialoghi/piccolo1.htm
Sezione:Dmitrij Prigov :: Parole Chiave: arte contemporanea, poesia, puskinnuova, arte, russopremio, stroganovconcettualismo, lavare i piatti, dmitrij prigov, russa, d, istituto, vecchiaia
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carolina lio
il 10/11/2007 17:39
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AI CRITICI CATTOLICI (PIER PAOLO PASOLINI)
Molte volte un poeta si accusa e calunnia,
esagera, per amore, il proprio disamore,
esagera, per punirsi, la propria ingenuità,
è puritano e tenero, duro e alessandrino.
È anche troppo acuto nell’analisi dei segni
delle eredità, delle sopravvivenze;
ha anche troppo pudore nel concedere
qualcosa alla ragione e alla speranza.
Ebbene, guai a lui! Non c’è un istante
di esitazione: basta solo citarlo!
FONTE: Tutte le poesie. P. P. Pasolini. Mondadori, 2003.
COMPRARE ONLINE IL LIBRO: http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=8804510412
LEGGERE ALTRI TESTI SUL WEB: http://www.pasolini.net/
Sezione:Pier Paolo Pasolini :: Parole Chiave:
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carolina lio
il 06/11/2007 21:19
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SHORTS (W. H. Auden)
Riflesse nello specchio del bancone
durante l'ora della colazione,
una fila di facce cittadine,
mute, di mezza età, ad aspettare
una morte che non sia mai la loro.
Le persone socievoli
e mansuete non si conoscono
mai per nome tra loro:
le creature che fanno amicizie
sono timide e facili alla collera.
Sono i mediocri
a fare tutto il chiasso:
Dio e l'Accusatore
parlano entrambi a voce molto bassa.
Che aria allegra avevano, nei bar,
quegli sgabelli vuoti,
a metà pomeriggio,
per qualche ora liberi dal peso
di squallidi, sconfitti deretani.
Dopo aver defecato
una volta nel nuovo appartamento
incominciò a sentirsi a casa.
I suoi pensieri andavano su e giù
dai versi al sesso a Dio
senza punteggiatura.
Gli atti perversi hanno un loro fascino,
però chi li commette
è sempre un seccatore.
Cosmiche inezie
siamo tutti quanti, ma nessuno di noi
è inessenziale.
Quello che noi tocchiamo
è sempre un Altro: io posso accarezzare
la mia gamba, non me.
Può succedere mai che Dio ci giudichi
dalle apparenze? Io
sospetto che lo faccia.
Chi nell'udire un nastro
che riporta la sua voce,
non ha un voltastomaco?
La coscienza dovrebbe assomigliare
ad un salotto dove le parole
siano vestite bene e reticenti.
FONTE: Shorts. W.H. Auden. Adelphi, 1995.
COMPRARE ONLINE IN LIBRO: http://www.internetbookshop.it/code/9788845911446/auden-w--hugh/shorts.html
Sezione:W.H. Auden :: Parole Chiave: poesia, voltastomaco, defecare, adelphi, shorts, auden, udire un nastro, punteggiatura, riflessi nello specchio, sesso, atti perversi, coscienza, dio, poesia americana
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il 03/11/2007 15:55
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AMORE A PRIMA VISTA (Wislava Szymborska)
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E’ bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da molto tempo potevano incrociarsi ?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano-
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole ?
uno “scusi” nella ressa ?
un “ha sbagliato numero” nella cornetta ?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava e allontanava,
tagliava loro la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla a un’altra ?
Qualcosa fu perduto e qualcosa fu raccolto.
Chissà, forse già la palla
tra i cespugli dell’infanzia ?
Vi furono maniglie e campanelli
su cui anzitempo
un tocco si posava su un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
Subito confuso al risveglio.
FONTE: Aperto per inventario
LINK ORIGINALE: http://apertoperinventario.splinder.com/
Immagine di Sarah Spitler
Sezione:Wislava Szymborska :: Parole Chiave: segnali, porta girevole, d, wislava szymborska, sentimento, amore a prima vista, poesia, amore, ressa, incrociarsi, deposito bagagli, destino, tagliare la strada, caso, sbagliare numero
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carolina lio
il 03/11/2007 01:01
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ESPERIMENTO (Giulio Mozzi)
Entreranno per la porta, i ladri,
se avrai messe le sbarre alle finestre.
Scenderanno per il camino,
se avrai messa la porta d’acciaio.
E se tutto fosse ermeticamente chiuso, e se la casa
fosse protetta da barriere insuperabili,
tu stesso, amico, insensibilmente
ti trasformerai in un ladro
chiuso dentro la casa.
Come un ladro è la malinconia.
FONTE: Il diario di Giulio Mozzi
LINK ORIGINALE: http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/archives/2006/11/index.htm
Giulio Mozzi è nato nel 1960. Abita a Padova. Ha pubblicato: Questo è il giardino, racconti, Theoria 1993, Mondadori 1998, Sironi 2005; La felicità terrena, racconti, Einaudi 1996; Il male naturale, racconti, Mondadori 1998; Fantasmi e fughe, storie di viaggi, Einaudi 1999; Il culto dei morti nell'Italia contemporanea, poema, Einaudi 2000; Fiction, racconti, Einaudi 2001; Sotto i cieli d'Italia, narrazioni di luoghi (con Dario Voltolini), Sironi 2004.
SITI SU GIULIO MOZZI:
Biografia completa: http://www.sironieditore.it/autori/autori.php?ID_autore=gm
Voce su Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Giulio_Mozzi
Il suo blog: http://www.vibrissebollettino.net/giuliomozzi/
Sezione:Giulio Mozzi :: Parole Chiave: acciaio, sbarre, chiso dentro casa, barriere, malinconia, d, porta, ladri, poesia, giulio mozzi
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carolina lio
il 31/10/2007 23:36
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TEOFANIE (Gabriel Zaid)

Non cercare più, non ci sono taxi.
Credi che arriverà, cammini avanti e indietro,
ti angosci,
sei disperato. Accettalo finalmente:
non ci sono taxi
E chi ha visto mai un taxi?
Gli archeologi hanno dissotterrato
gente che è morta cercando un taxi,
ma mai un taxi. Dicono
che Elia, una volta, prese un taxi
ma non è mai tornato per raccontarlo.
Prometeo volle assaltare un taxi.
È ancora in sanatorio.
Gli analisti curano
l’ossessione dei taxi,
non l'assenza di taxi.
I rivoluzionari
fanno mezzi pubblici di lusso
ma la gente vuole dei taxi.
Cadrei in ginocchio se apparisse un taxi.
Ma la scienza ha dimostrato
che i taxi non esistono.
FONTE: EL-GHIBLI anno 3 n.13 - settembre 2006
LINK ORIGINALE: http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_03_13-section_2-index_pos_2.html
Gabriel Zaid è nato a Monterrey, in Messico, nel 1937. Traduttore, critico letterario e acuto saggista, ha accompagnato Octavio Paz nel comitato di redazione delle riviste "Vuelta" e "Plural". Membro della Real Academia de Letras Mexicanas dal 1989, la sua opera e stata riconosciuta con importati premi nazionali ed internazionali.
Immagine di Rodolphe Simeon
Sezione:Gabriel Zaid :: Parole Chiave: poesia, elia, sanatorio, promoteo, camminare avanti e indietro, gabriel zaid, angoscia, ossessione, archeologia, rivoluzionari, taxi
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carolina lio
il 28/10/2007 23:14
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G.R. (Massimo Acciai)
Qui è pieno di fantasmi,
cari signori, e non si è mai in pochi
anche quando uno siede solo al tavolino
davanti ad un caffè e ad un panino.
FONTE: Segreti di Pulcinella n°15
LINK ORIGINALE: http://www.segretidipulcinella.it/sdp15/let_02_01.htm
Massimo Acciai nasce a Firenze il 9 aprile 1975. Laureato in Lettere presso l'Università degli Studi di Firenze nel 2001, con una tesi sulla comunicazione nella fantascienza, si è interessato molto presto al genere narrativo fantascientifico e fantastico in generale, scrivendo e pubblicando brevi racconti su riviste in italiano e in Esperanto e classificandosi in vari concorsi letterari.
SITI SU MASSIMO ACCIAI:
Biografia completa: http://www.segretidipulcinella.it/sdp15/reda_01.htm
Intervista: http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2007/10/02/segreti-di-pulcinella-intervista-a-massimo-acciai/
Immagine di Micheal Podobycko
Sezione:Massimo Acciai :: Parole Chiave: caffe, poeta fiorentino, massimo acciai, essere in pochi, signori, panino, tavolino, fantasmi, poesia
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carolina lio
il 25/10/2007 21:18
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NEWTONIANA (Gregorio Carbonero)
Estratto dalla poesia "Newtoniana". Il testo completo si trova al link
http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_01_05-section_1-index_pos_2.html
Non si sapeva da dove entrassero,
ma per uscire dalla cucina
i topi passavano sempre
sull'orlo del muro
al buio, velocissimi, un tramestio che schizzava
in un angolo in alto, dove c'era una via di fuga
tra le travi di legno che reggevano
le lamiere del tetto senza soffitto e le pareti
grezze, senza intonaco,
della stanza più esterna.
Con la solita malvagità che cova
dentro le mura domestiche si ideò
un modo per non farli tornare:
un filo elettrico scoperto dal rivestimento isolante
teso e fermo tra due barrette, come un ponticello.
Appena lo attraversavano
la corrente li faceva saltare per aria. Ma non morivano,
per un po' di tempo sparivano,
qualche giorno, e tornavano.
Durante la cena aspettavamo
seduti a tavola, verso le otto e mezza.
Ascoltavamo il repentino zampettio e poi uno scatto
brusco e il tonfo lieve della caduta,
dall'altro lato della porta.
Dopo era lo scompiglio: le zampe che scivolavano e raschiavano
in fretta sul pavimento liscio di cemento.
In un attimo sparivano e noi eravamo contenti
che la trappola funzionasse
e che l'evento fosse accaduto un'altra volta.
Non ci sembrava crudele.
Era un gioco di cause ed effetti che si compiva,
strano e inatteso anche se ce lo aspettavamo.
Una sorta di meccanismo a scatto,
da quell'aldilà vicino dove ogni cosa tutte le mattine
per me ricominciava.
FONTE: EL-GHIBLI anno 1 n.5 - settembre 2004
LINK ORIGINALEhttp://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_01_05-section_1-index_pos_2.html
Gregorio Carbonero è nato nel 1953 a Boconò, in Venezuela, da genitori italiani emigrati nel dopoguerra. Ha ultimato gli studi di fisica e musica presso l'Università de Los Andes, Merida, e da dodici anni si è trasferito in Italia. Vive a Cremona, dove esercita la professione di oboista come orchestrale. Le sue poesie sono uscite in diverse riviste letterarie spagnole e in Italia sul trimestrale di poesia internazionale "Pagine", sulle riviste on-line "El-Ghibli", "Sagarana" e "Kuma" e nell' antologia Ai confini del verso: poesia della migrazione in italiano (a c. di Mia Lecomte, Firenze, Le Lettere 2006). Ha pubblicato la raccolta poetica Nervature (Roma, Editrice Zone 2006).
Sezione:Gregorio Carbonero :: Parole Chiave: mura domestiche, gregorio carbonero, topi, cucina, poesia, malvagit
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carolina lio
il 25/10/2007 00:41
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LA FABRICA DEI DITTATORI (Jean Pastureau)
A scuola ha sentito parlare
delle Termopili, di Caporetto, di Auschwitz;
al telegiornale ha visto la denuncia
di tanti Bhopal e Cernobyl ;
è solito sullo schermo della playstation,
spietatamente, metodicamente,
sviscerare alcuni mostri galattici
e disintegrare migliaia di invasori animaleschi.
Ma quando gli hanno comunicato
la morte della cagnetta del vicino
è stato fulminato dal dolore
come Crasso pianse la diletta murena,
o Hitler i carissimi canarini.
FONTE: EL-GHIBLI anno 0 n.1 - settembre 2003
LINK ORIGINALE: http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_00_01-section_1-index_pos_1.html
Jean Pastureau è nato in Francia, a Limoges, nel 1940. Con la moglie Marie-Noéle ha tradotto tutta una biblioteca italiana: otto libri di Claudio Magris, varie opere di Dino Buzzati, Lalla Romano, Giuseppe 0. Longo, Walter Bonatti, Alberto Bevilacqua e altri scrittori contemporanei. È oggi uno dei migliori traduttori dall' italiano in francese dell' équipe Gallimard. Ha pubblicato in francese libri di poesia e di racconti e numerosi saggi e articoli sui temi attuali di letteratura e di traduzione (L'Europe des traducteurs, Problemi di onomastica, L'école de Trieste ecc.).
Sezione:Jaroslav Mogutin :: Parole Chiave: hitler, mostri, caporetto, termopili, playstation, dolore, cernobyl, canarini, auschwitz, crasso, cagnetta, bhopal
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carolina lio
il 24/10/2007 22:20
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LA CASA (Miroslav Kosuta)

Ogni casa ha quattro pareti
e un cielo.
Ogni casa ha un orologio che misura la notte,
e un tarlo che rode la morte
negli scaffali,
nel pavimento,
nell'esca del letto che sa di sudore.
Ogni casa ha una porta che si apre
alla paura,
e fra tante finestre una
per i suicidi.
Da noi le case sono lampioni
e brillano sul mare,
in una
c'è un giaciglio di alghe secche
dove mi aspetta
un corpo,
schiuso come terra
e profondo
come una tomba.
FONTE: EL-GHIBLI anno 1 n.4 - giugno 2004
LINK ORIGINALE: http://www.el-ghibli.provincia.bologna.it/id_1-issue_01_04-section_1-index_pos_1.html
Miroslav Kosuta è nato a S. Croce di Trieste (Kriz) nel 1936, ha frequentato il liceo scientifico sloveno di Trieste e continuato gli studi all'Università di Ljubljana, dove si é laureto in letteratura comparata e teoria letteraria. E’ stato redattore alla Radio di Ljubljana e dopo il ritorno a Trieste, tra l'altro, per più di vent'anni direttore artistico del Teatro Stabile Sloveno. Poeta, drammaturgo e traduttore.
Immagine di Salvador Dalì
Sezione:Miroslav Kosuta :: Parole Chiave: miroslav kosuta, casa, dal, porta, salvador, poesia, sudore, suicidio, el-ghibli, pareti, teatro stabile sloveno, poesia slovena
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carolina lio
il 24/10/2007 21:00
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SENZA TITOLO (Michele Mari)

Michele Mari, Cento poesie d'amore a Ladyhawke, Einaudi.
Fedeli al duro accordo
non ci cerchiamo più
Così i bambini giocano
a non ridere per primi
guardandosi negli occhi
e alcuni sono così bravi
che diventano tristi
per una vita intera
FONTE: IL PRIMO AMORE, PUBBLICATA DA TIZIANO SCARPA
LINK ORIGINALE: http://www.ilprimoamore.com/testo_404.html
Sezione:Jaroslav Mogutin :: Parole Chiave: vita, bambini, poesia, occhi, primo amore, cento poesie d amore a ladyhawke, tiziano scarpa, michele mari
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carolina lio
il 24/10/2007 19:29
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L'ANGELO DELL'ESPERIMENTO (Emanuele Trevi)
Il topolino nel labirinto
non sarà il Minotauro
ma neppure un fesso.
In fondo all’ultimo cunicolo
scartando a destra
lo aspetta il formaggio
o magari il disegno
di un altro topolino bianco –
dipende dall’esperimento.
Questo esperimento può filare
liscio fino al premio oppure
lo scopo è uno scherzo da prete
del tutto indecifrabile.
Da parte sua lo scienziato
ha stima del topolino.
Nell’errore e nella buona sorte
è lui l’angelo dell’esperimento,
il corpicino fremente
e tiepido della Verità.
A volte mentre lo osserva
e trascrive i suoi dati
si sorprende a pensarlo come un figlio.
Altre volte, al contrario, è lui stesso
che si sente come il figlio del suo figlio.
La conclusione di ogni scienza,
in fondo, è che i corpi sono prigionieri
delle anime almeno tanto quanto
queste lo sono dei corpi.
Cose che il topolino bianco
neppure immagina.
O perlomeno finge.
FONTE: IL PRIMO AMORE, PUBBLICATA DA TIZIANO SCARPA
LINK ORIGINALE: http://www.ilprimoamore.com/testo_439.html
Emanuele Trevi, uno dei critici più promettenti della nuova generazione, è nato nel 1964 a Roma, dove vive. Ha tradotto e curato edizioni di classici italiani e francesi: si ricordano testi dedicati a Leopardi, Salgari, autori italiani del Novecento. Fa parte del comitato editoriale della casa editrice Quiritta. Collabora al Manifesto (Alias) e alla trasmissione radiofonica Lucifero di Radio Tre, con una sezione dedicata alla poesia. E' redattore di Nuovi Argomenti. Ha fatto parte della giuria del premio Calvino nel 2001, e del premio Alice 2002.
Sezione:Emanuele Trevi :: Parole Chiave: labirinto, minotauro, figlio, scienza, poesia, esperimento, emanuele trevi, prigioniero, formaggio, scherzo da prete, topolino bianco, tiziano scarpa
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carolina lio
il 24/10/2007 15:04
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